Comitato e causa di beatificazione

Ai funerali, cui partecipa un’enorme folla, celebrati nella basilica di Sant’Ambrogio, l’abate monsignor Libero Tresoldi dirà: «Avvicinando Adele Bonolis l’impressione era quella di chi trovava in lei un punto di appoggio, un luogo di rifugio, una speranza per procedere nel cammino. Si era sempre preoccupata di comportarsi come la vela di una barca che cerca il soffio del vento e da esso si lascia condurre».
Casa Maria Assunta, Casa Maria delle Grazie, As.Fra – con Casa San Paolo e Casa Iris, Villa Salus sono le opere fondate da Adele Bonolis. Oggi, più che allora, sono inserite all’interno dei piani sanitari e si sono dimostrate solide sia dal punto di vista finanziario, che professionale, che umano. Il ricordo di Adele è ancora vivo, e in alcuni casi l’impronta originaria fornita, gli stessi statuti sono rispettati non solo nella forma, ma anche nella sostanza.
I suoi collaboratori e amici sono i promotori del Comitato che fin dalla morte di Adele ha conservato memorie e ha raccolto documenti, e così ha permesso di avviare il percorso canonico che può portare agli onori degli altari.
La causa di beatificazione della «serva di Dio» Adele Bonolis si è conclusa a livello diocesano il 4 dicembre 2003, ora gli atti del processo e tutta la documentazione sono depositati a Roma alla Congregazione delle cause dei santi.
Le persone che sono state intercettate da Adele Bonolis hanno fatto esperienza della carità, hanno visto chiaramente una donna della carità ambrosiana.

Come riferisce Jole Bevilacqua, che ha tracciato la sua biografia, Adele Bonolis aveva una considerazione rivoluzionaria del bisognoso.

Perché l’amore di Cristo si è particolarmente manifestato a loro, e quindi in noi. Avvicinando queste creature umane frustrate nella loro personalità, così da sembrar a volte sprofondate a livello degli animali, abbiamo scoperto dei magnifici dono dell’amore di Dio che ci hanno permesso non solo di credere nel loro recupero ma ci hanno spinti ad aiutarli a farli fruttificare.

 

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