Il reinserimento sociale

Oggi si parla di inclusione sociale. Adele Bonolis ha sempre considerato possibile il reinserimento delle sue ospiti perché qualsiasi persona, anche nel peggior stato psico-fisico, può uscire da questa condizione; ecco perché non crea strutture per un ricovero definitivo, ma case che possano costituire una chance di ripresa e un trampolino per rilanciarsi di nuovo nella società.
Questo è vero per ex prostitute e carcerate; questa è la prospettiva anche per i malati psichici.
Nel caso specifico di Villa Salus lo statuto parla di «rieducazione psicologica, graduale riadattamento e reinserimento sociale della donna, con particolare riguardo a donne dimesse da case di cura e da istituti psichiatrici». Il metodo si concretizza nella Psicoterapia d’appoggio mediante: libertà, fiducia, autogoverno, ergoterapia, esperimenti di socializzazione, reinserimento con sistemazione appropriata.

Un esempio eccellente di iniziativa sociale

Un verbale dell’associazione che gestisce Villa Salus sottolinea che l’opera debba essere sostenuta «sia in considerazione dei numerosi recuperi già realizzati, sia perché è l’unica, di quel tipo, fin’ora esistente in Italia».

La casa funziona dal 1° giugno 1954 ed ha ospitato già 58 donne, di cui 18 affidate da istituti psichiatrici, 6 da medici privati, 9 dalla Fondazione Varenna T.S. e 25 dai famigliari; di queste 8 erano ancora ospiti, 8 erano decedute, 5 erano recidive e ben 37 riammesse in società. I risultati ottenuti superano ogni più rosea aspettativa. Questi risultati non sono ottenuti con facilità. Ad un certo punto si pone il problema dell’acquisto dell’immobile in cui si svolgono le attività di recupero. Ancora una volta Adele trova la soluzione innovativa: fondare un’associazione di persone unite dallo stesso scopo, la santificazione personale e l’attività in opere di apostolato religioso, morale, sociale.
Nasce così l’Associazione Amicizia-In libertate Charitas, soggetto giuridico che è in grado di gestire le strutture e di garantire la mutualità tra i soci.

Mentre nella casa delle prostitute noi possiamo usare il nostro metodo iniziale, che è basato su tre principi: la fiducia, la libertà e l’auto-governo, qui dobbiamo viceversa, sia pure sempre alimentando nel nostro cuore una fiducia profonda nelle possibilità di recupero, dobbiamo adottare più un etero-governo. Sono soggetti che non hanno molta capacità di iniziativa, hanno poca capacità di autonomia e devono essere molto guidati, molto assistiti direi sostenuti di peso per periodi notevoli.
Anche qui abbiamo avuto veramente dei miracoli di ricupero inaspettato, veramente delle sorprese che ci hanno reso sempre più consapevoli che ogni uomo è una parola di Dio non ripetuta e comunque è sempre un grande mistero. Abbiamo avuto dei soggetti che si sarebbero detti sicuramente irrecuperabili e sono stati invece recuperati con mezzi e strumenti da noi impensati. Bisogna credere alla possibilità del miracolo. «Se avrete fede, farete cose più grandi di me» e non ci dobbiamo dimenticare che Cristo ha resuscitato i morti. Ma non sempre si riesce ad avere questa fede così viva, soprattutto di fronte a certe personalità distrutte, a certe situazioni ambientali, sociali, tristissime.

 

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