La psichiatria in Italia

Negli anni ’50 i manicomi svolgono una funzione prevalente di contenitore sociale di una serie di problemi diversificati, la popolazione è costituita non soltanto da persone con disturbi mentali, ma anche da disabili gravi e gravissimi, disadattati sociali, emarginati, alcoolisti. C’è perfino chi nasce in manicomio e vi trascorre tutta la vita. Il ricovero, quasi sempre deciso da altri, è obbligatorio e spesso dura fino alla morte, in quanto non esistono stimoli o soluzioni alternative. Il criterio per l’internamento non è la malattia mentale ma la pericolosità o il “pubblico scandalo” ed è quindi evidente che la funzione del manicomio è solo in minima parte di “cura”. A partire dalla seconda metà degli anni ’50 le attività di assistenza psichiatrica in tutto l’Occidente sono attraversate dal movimento di de-istituzionalizzazione, che pone in discussione il manicomio e apre il dibattito rispetto a nuove modalità di presa in carico dei pazienti psichiatrici.

Padre Gemelli è la personalità cattolica di riferimento della prima metà del ‘900 per quanto riguarda l’esperienza nel campo degli studi psicologici. All’interno dell’Università Cattolica da lui fondata negli anni ’20 promuove un moderno Laboratorio di psicologia.

ALTRE DONNE IN ESTREMA DIFFICOLTÀ

Il pensiero di intervenire a favore delle donne affette da malattia mentale si fa strada in Adele proprio all’inizio degli anni ‘50. Un’amica, la contessa Belgioioso, soffre di depressione. E in questo periodo in cui spesso, anche di notte, sveglia nel cuore della notte Adele cercando conforto, che un’altra persona chiede proprio ad Adele di fare qualcosa per le persone uscite dagli ospedali psichiatrici.
Nel 1954 prende avvio un’opera destinata alle donne psicologicamente labili e spesso non autosufficienti, quella che sarà poi Villa Salus «Madonna del Soccorso» a Lenno (Como).
La villa, donata dalla signora Canzani ai camilliani affinché fosse adibita ad attività sanitaria o parasanitaria (con la riserva di una stanza a sua disposizione), viene concessa in comodato d’uso per otto anni ad Adele che è responsabile psicologa, con un medico e un neurologo. La villa ha una capienza di 12 posti e si mantiene con rette di privati, convenzioni con enti pubblici e offerte di simpatizzanti.

Le persone dimesse dagli istituti psichiatrici civili, sono persone che sono state ricoverate solo per malattia, vale a dire, hanno anche parenti alle spalle, hanno delle famiglie che ci pensano, anche se non tutte quindi sono persone che ricevono da noi una psico-terapia d’appoggio e un certo, come possiamo dire, adeguamento, un certo adattamento alla vita sociale. Non sono facili da ricoverare, specialmente le ultime arrivate, perché con la nuova legge per gli Istituti Psichiatrici purtroppo ci vengono affidati dei soggetti in condizioni veramente gravi, per cui il ricupero sociale è notevolmente difficile. Richiede molto tempo e spesso anche ripetuti ricoveri.
Tutta la vita della dottoressa fu costellata di carità e di umanità, nel suo linguaggio spesso ricorreva il binomio bontà e carità.
Era piena di idee. Quando veniva a Lenno era giorno di festa. [...] Le ospiti l'attendevano con trepidazione, con un foglietto in mano, dove era scritto il loro segreto, per timore di non ricordarsi, e lei accondiscendente, ascoltava, consigliava con amore di madre.

 

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