La carica umana

L’incontro
Adele, da bambina, è l’unica che frequenta la casa di una vicina, una poco di buono evitata da tutti. Un certo giorno la mette di fronte al suo male. La donna promette e mantiene la promessa di cambiare quella vita. Nel giro di pochi giorni lavora come cuoca in una trattoria, vive onestamente e infine si sposa.
Adele avvicina quindi le persone con facilità, stabilisce immediatamente un rapporto profondo e sincero.

La passione per l’altro
Incomincia presto, subito dopo laureata, ad andare in giro per le strade con il suo biglietto da visita e dice alle prostitute: «Quando volete, se siete stanche di questa vostra vita telefonate qua». Una volta che le donne accettano di entrare nelle case ne vuole conoscere la storia, il carattere e le attitudini. Le cura e sceglie meticolosamente chi deve assisterle. La pazienza e la fermezza guidano la sua azione. La passione per l’altro è innata ed è una passione soprattutto per la libertà.

Confrontarsi con altre esperienze
Visita vari istituti, studiandone i diversi sistemi. Quello diretto da madre Anna a Roma, in cui le donne si rieducano attraverso gli agi, la grazia e addirittura il lusso (col risultato che venticinque di esse sono divenute di recente suore di clausura). La casa di monsignor Piana a Novara, dove le regole sono il silenzio, la disciplina e il lavoro; e poi la casa di redenzione di madre Rosa a Cremona, in cui vale il sistema del contrappasso: uniforme al posto degli allegri vestiti di prima, lavoro al posto dell’ozio, penitenza e preghiere in luogo della colpa.

Costruire una casa
«Mi preme sottolineare che non si tratta di Istituto, ma si tratta di Casa, sia per la struttura, sia per la regola, la norma, sia per l'atmosfera, il clima che vige in questa Casa». Anche una donna ha bisogno della casa.

Il lavoro
Invece di compatire, di creare una atmosfera assistenziale, di impartire una morale, Adele promuove l’iniziativa delle ospiti, soprattutto valorizzando i loro desideri. Attraverso questa accoglienza è in grado di cogliere quale possa essere la professione. La formazione e il lavoro diventano lo strumento più adatto al loro reinserimento in società.

È possibile la rieducazione delle donne che hanno peccato? Che cos’è il Centro di orientamento femminile (COF)? In Italia le peccatrici sono tutte condannate? Perché?
Per rispondere a queste domande Camilla Cederna visitò per l’«Europeo», in un paese del Lago di Como, la villa dove Adele Bonolis, insegnante di filosofia in un liceo di Milano, ebbe l’idea nuova e rischiosa di raccogliere le peccatrici per educarle in un modo indiretto, col sistema dell’autogoverno. Ad ognuna delle ricoverate del COF è lasciata una libertà sufficiente, in modo da poter studiare le tendenze di ciascuna, indirizzarle a un mestiere e immetterle, così rinnovate, in società. Il cancello è sempre aperto.
L’unica cosa proibita è la bugia: esse devono sempre dire dove vanno, se a remare o a passeggiare per le colline; due volte la settimana vanno al cinematografo.
E finora (la villa è aperta da sette mesi) nessuna ha tentato di fuggire, nessuna è stata vista in cattiva compagnia. Nessuno insomma ha voglia di ricominciare.
Il vitto è buonissimo, ed è la prima cosa di cui queste donne parlano: non sono mai state così ben curate e nutrite …Il mutamento così improvviso si spiega con la sorpresa che provano queste donne dopo qualche giorno di ricovero.

 

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