Il periodo della guerra

Nel 1940 Milano era ritenuta dagli inglesi un importante obiettivo militare, ma era ben lontana dall’immaginarsi l’eventualità di un attacco. A pochi giorni dall’ingresso in guerra la città invece ebbe il suo battesimo di fuoco. Il bombardamento sistematico fu in un primo momento – fino a tutto il 1943 - rivolto a colpire la città civile, mirando su case e popolazione, affinché questa, terrorizzata, spingesse il governo a chiedere un armistizio; in un secondo tempo si accanì su fabbriche e produzione bellica, asservita alle esigenze tedesche.
Approssimativamente la città perse un terzo delle proprie costruzioni, 600 furono gli edifici distrutti, alcuni direttamente a seguito delle incursioni aeree e degli incendi da queste causati altri per le demolizioni successive resesi necessarie.
A Milano, negli anni della guerra, la chiesa ambrosiana, grazie proprio all’impulso del cardinal Schuster, intensificò la sua attività caritativa sostituendosi ad uno stato pressoché assente. Ne beneficiarono prigionieri di guerra, profughi, reduci, famiglie ridotte in povertà, orfani, mutilatini, disoccupati, senza tetto.

UN’ESPERIENZA MOLTO RICCA

La guerra condiziona la vita dei Bonolis. Il 17 agosto 1943 l’abitazione della famiglia, in viale Piave 28, viene distrutta da un bombardamento; Adele è costretta a trasferirsi con il padre a Turate dove è parroco don Pietro Restelli, zio di Giuseppina Achilli.
In questo periodo Adele si dedica alla formazione e all’insegnamento.
Con l’aiuto di Giuseppina Achilli, consegue la licenza magistrale e poi quella liceale. Tra il 1940 e il 1945 insegna a Lecco e Sondrio. Nel frattempo si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia presso l’Università Cattolica del sacro cuore in Milano e consegue la laurea in filosofia.
Negli stessi anni un evento attesta la sua vocazione: il 24 giugno 1941 a Monterosso, in una piccola chiesa, si dona a Dio per sempre con una forma di consacrazione semplice e privata.

UN VOTO PRIVATO E UN ATTO D’EROISMO

È San Giovanni. Ti ricordi le dolci giornate dello scorso anno a Monterosso? In una semplice chiesa che rimarrà sempre a noi cara tu facesti la tua donazione a Dio. (...) Io loderò con te domani mattina (...) la S.S. Trinità che fa della tua anima un capolavoro.
(Giuseppina Achilli)

L’ultimo giorno di guerra, proprio dietro al convento [convento di San Lorenzo, delle Suore di Santa Croce, posto sul colle], era stato colpito un uomo che, imprudentemente, aveva osato uscire dal portone di casa. Spasimava per una pallottola che lo aveva trafitto ed era penetrata nella colonna vertebrale. I Partigiani occupavano la vigna del convento; i tedeschi e i fascisti sparavano ininterrottamente dalla città sottostante. Dall’Ospedale, al quale si erano rivolti per avere soccorso, telefonarono di issare un lenzuolo bianco e di trasportare il ferito in città, su una barella. Adele fu una delle tre signorine che si prestarono con grande amore alla impresa non facile. Riuscirono a scendere per un breve tratto, ma poi furono bersaglio dei tiri provenienti dal piano e una pallottola sfiorò la testa di Adele, senza colpirla, per grazia del Signore.
Dovettero desistere e ritornare.
(suor Maria Ada Ferloni)

 

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