Gli anni ‘30

L’economia italiana, con la crisi del ’29, fa fatica a riprendersi. Mussolini è convinto, come sempre, che la ripresa debba venire dal settore rurale. Eppure sono interventi come quelli della creazione dell’Iri a sollevare le sorti dell’Italia. Milano esce dalla depressione perché Breda, Alfa Romeo e Marelli beneficiano del sostegno statale, ma anche perché la città sa esprimere la sua proverbiale vitalità attraverso l’iniziativa privata.

Il 26 giugno 1929 Ildefonso Schuster viene nominato arcivescovo di Milano da Pio XI; il 15 luglio il Papa lo nomina cardinale. Prende come modello il suo predecessore, il santo vescovo Carlo Borromeo, e di lui imita anzitutto la determinazione nel difendere l’esperienza cristiana, nel promuovere la conversione degli uomini, nell’incrementare la fede attraverso la vita sacramentale e la conoscenza. La sua presenza tra il popolo sarà continua e costante, sia attraverso il sostegno pastorale che attraverso l’aiuto alla popolazione colpita dalla guerra. 

LA NASCITA DELL’AMICIZIA TRA ADELE E GIUSEPPINA

Adele Bonolis incontra per la prima volta Giuseppina Achilli il 10 luglio 1932 in occasione di un corso di esercizi per la gioventù femminile di Azione Cattolica organizzato a Rovagnate. Giuseppina, nata a Usmate (MI) il 15 aprile del 1910, stava frequentando la facoltà di lettere presso la neonata Università Cattolica del Sacro Cuore. Orfana della madre, Carolina Restelli, allevata dalla nonna e dalla zia, educata dallo zio sacerdote, don Pietro Restelli, privata spesso della presenza del padre Felice, la giovane trovò in Adele la persona cui voler bene e riversò su di lei tutto il suo desiderio di amore e di calore familiare, tanto da riservarle l’appellativo di “mammina” in molte lettere.

Culturalmente più istruita di Adele, ne era però affascinata sul piano spirituale e le differenze caratteriali, per certi versi notevoli, si contemperavano e si armonizzavano, spesso non senza incomprensioni, nella comune fede in Dio.

GIUSEPPINA E ADELE: ATTIVISMO E CONTEMPLAZIONE

Nella ridente Villa di Rovagnate, donata dal conte Lombardo all'associazione di G.F. (ora passata al Comune) Giuseppina si incontrò con una donna di eccezione:
Adele Bonolis ( che dall'11 agosto ha lasciato questa terra per la patria celeste) con la quale visse per ben 48 anni e di cui fu l'umile collaboratrice nelle opere sociali che rispondono alle esigenze urgenti.

Carissima, grazie del tuo letterone. Molto da imitare!

Ma io sono sempre una povera randagia di spirito. Dirti che mi sento sfiduciata è inutile. Oggi è così. La mia è vita di alternative fra momenti di grande conforto e quelli di scoramento, di inazione e un senso di inutilità del tutto. Il lavoro è sempre intenso: è quello che mi porge gioia e serenità.

[...] Il tempo fugge: questo è il mio più grande dolore giacché non riesco a fare tutto quello che dovrei. È una febbre d’azione la mia: ma è tutta la mia anima.
Ti comprendo e ti contemplo fissa nell’immobilità della Triade. Io attivismo, tu contemplazione: gli estremi si toccano.

Giuseppina Achilli

 

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